Area Amministrazione - Login
Agroalimentare
Mobilieri
Artigianato
Tessile
Metalmeccanica
Turismo-Parchi
Vino
Pelletteria
   
   
   
 

  AREE INDUSTRIALI


Cerca nelle categorie
Cerca per nome



Home > Agroalimentare > Il vino
 Il vino


IL CERASUOLO

Per secoli è stato il vino principe della tradizione abruzzese, piu' ancora del rosso con il quale condivide l'origine. Il Cerasuolo, considerato uno dei migliori vini rosati italiani, viene, infatti ottenuto dalle stesse uve del Montepulciano d'Abruzzo ma ha una sua identità ben definita. La differenza tra i due sta nella diversa tecnica di vinificazione. Mentre il Montepulciano viene fermentato e macerato per diversi giorni, le bucce del Cerasuolo rimangono a contatto con il mosto solo per qualche ora e vengono tolte prima della fermentazione. Il suo caratteristico colore ciliegia ("cerasa" appunto) dipende proprio da questa riduzione di tempi. Il Cerasuolo ha un profumo che ricorda la rosa e un sapore secco con un retrogusto di mandorla. Si abbina bene ai formaggi saporiti e ai salumi non troppo stagionati, ai sughi di pomodoro, alle carni bianche, ai piatti di pesce e anche alla pizza.

SCEGLIERE BENE.... il bicchiere

Per apprezzare appieno le eccezionali caratteristiche del Montepulciano è molto importante degustarlo con il bicchiere giusto. In questo caso l'ideale è un calice di grandi dimensioni dalla tipica forma a tulipano: pancia larga in basso e inboccatura più stretta in alto. Il vino deve essere versato nel bicchiere fino a raggiungere il punto nel quale la pancia ha il diametro massimo, così che il vino abbia la superficie più ampia possibile a contatto con l'aria.

IL VITIGNO E L'UVA

Il vitigno Montepulciano da solo occupa dei 33 mila ettari di vigne presenti nella regione.Tradizionalmente è coltivato con il sistema della pergola (chiamato il tendone) per difendere i grappoli d'uva dall'esposizione diretta ai raggi solari e dalla loro dannosa riflessione sui terreni chiari. Questa forma di allevamento, tuttavia, se non viene condotta con molta attenzione finisce con l'aumentare la produzione di uva a scapito della qualita'.... Nell'ultimo decennio la maggior parte delle nuove aziende e alcune di quelle tradizionale si sono orientate verso un altro sistema, quello a spalliera, che prevede distanze molto brevi tra le piante e dà produzioni più basse. Il dibattito sul quale sia la tecnica migliore rimane aperto. Fin ora, comunque, le ricerche hanno dimostrato che con un'accorta conduzione entrambi i sistemi possono dare risultati eccellenti.

CONFUSIONE FINITA?

Il Montepulciano d'Abruzzo e il vino Nobile di Montepulciano, una confusione finita? Finchè il Montepulciano d'Abruzzo non si è affermato sul mercato non era difficile trovare persone che confondevano il vino abruzzese con quello, completamente diverso, prodotto in Toscana e chiamato Vino Nobile di Montepulciano. Dopo anni trascorsi a colpo di carte bollate e di sentenze in tribunale si è messo la parola fine a questa disputa: il vitigno Montepulciano non può e non deve assolutamente confondersi con l'omonima cittadina toscana. Infatti, nessun paese in Abruzzo porta questo nome. Il vitigno "Montepulciano" è solo ed esclusivamente quello che lo storico Michele Torcia cita a metà del Settecento come uno di quelli da sempre coltivati in questa zona. Il Vino Nobile prodotto in Toscana, invece, viene fatto con tutt'altri vitigni: prugnolo gentile(discendente del Sangiovese) canaiolo, mammolo e altre varietà locali. Si tratta, dunque, i due mondi a parte.Basta assaggiare questi vini per rendersi conto della grande diversità.

COSA DICE IL DISCIPLINARE

Le uve destinate alla produzione della doc Montepulciano d'Abruzzo sono quelle che provengono dai vigneti delle zone collinari e dell'altopiano abruzzese che stanno ad una altitudine inferiore ai 600 metri sul livello del mare. La resa massima non deve assolutamente superare i 140 quintali per ettaro. I vigneti scritti nella cosiddetta zona delle "Colline Teramane" (intorno a Teramo) fanno eccezione. Devono, infatti, rispettare regole più rigide e i viticultori in queste zone sono costretti a fermare la produzione a 110 quintali. Il vino ottenuto quasi esclusivamente da uve Montepulciano con l'eventuale piccola aggiunta di altre uve rosse autorizzate dalla regione. Nei negozi e in tutte le enoteche possiamo trovare il Montepulciano d'Abruzzo sin dal 1° marzo successivo alla vendemmia autunnale. Per essere commerciabile deve avere una gradazione alcolica minima di 11,5% mentre possono fregiarsi della menzione "Riserva" solo quei vini che abbiano raggiunto una gradazione minima di 12,5% e siano stati lasciati invecchiare per almeno due anni, di cui sei mesi in botti di legno. Nel Montepulciano d'Abruzzo "Colline Teramane" la percentuale di uve Montepulciano deve essere il 90% e il restante 10% si ottiene con l'aggiunta di uve Sangiovese. La gradazione alcolica di questi vini deve essere almeno di 12,5% mentre l'attestato "Riserva" in questo caso può essere concessa solo a quelli che abbiano avuto almeno tre anni di invecchiamento.

Indietro

Un nostro operatore risponderà ai vostri quesiti.
Inserisci i tuoi dati in abruzzovillage e scopri i seguenti vantaggi:


Iscriviti ora alla mailing list! Riceverai via e-mail notizie sulle Aziende ed Eventi.

 
Home - Ricerca combinata - Iscrizione - Contattaci