Cenni storici:
BAZZANO, FOSSA - S Maria Grotte Convento, Castello, Monastero
d'Ocre,
S. EUSANIO FORCONESE, S. DEMETRIO NE'VESTINI, PRATA D'ANSIDONIA
- PELTUINUM, FONTECCHIO, BOMINACO, S. STEFANO Dl SESSANIO, CALASCIO-ROCCACALASCIO,
CASTEL DEL MONTE. NAVELLI - S. Maria delle Grazie - S. Maria dei
Centorelli, CAPESTRANO - S. Pietro ad Oratorium
Bazzano
La Chiesa di S. Giusta
fu eretta nel Xlll sec. sul sito dove si dice sia stata martirizzata
la santa. La facciata in pietra, dal suggestivo colore dorato,
e spartita orizzontalmente da cornici marcapiano rette da pilastrini
e colonnine intervallate da mensole con teste umane e zoomorfe.
Il portale e riccamente lavorato. L'interno a tre navate e interessante
vi si trovano affreschi del Xlll, XIV, XV sec.; un bel pergamo
del Xlll sec. e interessanti materiali provenienti da edifici
romani, italici e altomedioevali.
Suggestiva e anche
la cripta che conserva all'altare S. Giustina raffinata statua
lignea dipinta e dorata del Xlll / XIV sec.; sulla sinistra, oltre
un archetto, il forno dove secondo la leggenda fu martirizzata
la santa.
Fossa
Secondo la tradizione a
Fossa, in una casa medioevale in via del Palio, avrebbe visto
i natali il beato Bernardino, sepolto poi alla sua morte nel convento
di S. Angelo d'Ocre. La Parrocchiale dell'Assunta e stata edificata
nel '700 sul precedente impianto di una chiesa duecentesca. L'interno,
ad una navata, ha un bel soffitto sette- centesco a cassettoni
con l'Assunta e Santi, opera di B. Ciferri ed una raffinata Madonna
col Bambino in legno policromo in un prezioso tabernacolo.
In Casa Bonanni,
di fronte alla chiesa, e possibile ammirare preziosi oggetti di
artigianato abruzzese, esempi della famosa ceramica di Castelli
e anche dipinti dei maggiori artisti abruzzesi quali: Teofilo
Patini, Francesco Paolo Michetti e i Cascella. Nelle vicinanze
di Fossa si trova la piccola e bella Chiesa di S. Maria delle
Grotte, in stile goticocistercense, risalente al Xlll sec.. Ha
una sobria facciata e Iinterno ad una navata rettangolare
con copertura in legno a vista. Nel presbiterio, coperto invece
da volte a crociera, si trovano notevoli affreschi di scuola benedettina
del Xlll sec. (sul fondo) e di scuola toscana del XIV / XV sec.
(sulla sinistra).
Il monte d'Ocre (2204
m) ha dato il nome ad antiche costruzioni religiose e non, erette
in età medioevale nella zona, quasi a cercare una protezione
naturale all'ombra della mole della montagna. Su uno spuntone
di roccia fu infatti edificato nel 200 il Convento di S. Angelo
d'Ocre (757 m) destinato in origine alle Benedettine, poi ampliato
nel tempo. Nella chiesa, trasformata nel '600 e nel '700, vi ha
trovato sepoltura il beato Bernardino da Fossa. Notevole è
il chiostro duecentesco a due ordini di arcate e decorato con
affreschi con le Storie di S.Antonio da Padova. Nel Refettorio
e pure un buon affresco cinquecentesco con L'Ultima Cena.
Ancora più
in alto, in una zona panoramicissima sul Gran Sasso, il Monte
dOcre, il Terminillo e la Maiella, è situato possente
e Castello d Ocre (933m) ricostruito dopo la distruzione degli
Aquilani nel 1280 e oggi semidistrutto. Da qui, si vuole, sia
stato precipitato S.Massimo, Pure ducentesco è il Monastero
di S. Spirito d'Ocre (710 m) con annessa chiesa di tipo borgognone
che, per caratteristiche architettoniche e gusto e fattura degli
arredi interni, rimanda rispettivamente all'Oratorio di S.Pellegrino
e alla vicina chiesa di S. Maria delle Grotte.
S. Eusanio Forconese
La Parrocchiale
di S. Eusanio, antichissima, fu rimaneggiata più volte
nel tempo; I'ultima trasformazione risale al XVII sec.. La facciata
a coronamento orizzontale con cornici ad archetto risale al XV
sec., mentre il portale è romanico con inserzioni di elementi
rinascimentali; il campanile e settecentesco. L'interno, che ha
le absidi dell'impianto romanico, conserva resti di affreschi
del '400 e una pregevole croce professionale, opera quattrocentesca
di un maestro di Sulmona. La bella cripta, a sette navatelle,
custodisce la tomba di S. Eusanio.
S. Demetrio ne'Vestini
S. Demetrio, piccolo
paese formato da sette frazioni, non manca di interessanti testimonianze
artistiche: la Parrocchiale di S. Demetrio del '600 con la vicina
ed antichissima torre-campanile; S. Maria dei Raccomandati con
opere di T Patini, una tela di Luca Giordano (1663) e altre notevoli
opere ed arredi. Belli esempi di architettura civile storica sono:
il barocco Palazzo Dragonetti, Palazzo Cappelli di Torrano del
'700, Palazzo Ducale del XV sec in frazione Cardabello e il fortificato
Palazzo Cappelli
Prata d'Ansidonia
Prata dAnsidonia, formatasi dopo la distruzione
di Peltuinum, conserva il medioevale. Nella Parrocchiale di S.
Nicola, eretta nel Xlll sec. e poi trasformata in forme barocche,
si trova un bellissimo ambone datato 1240 (ivi trasportato dalla
chiesa di S. Paolo a Peltuinum nel 1796), per forma, ricchezza
e raffinatezza di rilievi ricorda l'ambone di S. Clemente a Casauria.
Peltuinum, citta dei Vestini, poi
importante centro romano servito dall'antica via Claudia Nova,
andò distrutta per cause non ancora conosciote per poi
risorgere in età normanna col nome di Civita Sedonia dal
nome di Sidonio suo nuavo fondatore. II nuovo centro non eguagliò
però per importanza il precedente
Le rovine di quella che fu la città
romana si possono ancora scorgere sul colle di Ansidonia su cui sorse;
oggi rimangono: IAnfiteatro, di cui si riconosce solo la forma
della cavea nel terreno, il Teatro di età augustea e qualche
tratto di mura. Del Xll sec., invece, è la Chiesa di S. Paolo,
ricostruita sull'impianto di una precedente chiesa dellVlll/lX
sec. edificata riutilizzando: materiali di vari edifici romani che ancora
oggi sono riconoscibili nell'attuale chiesa e che la caratterizzano
fortemente, cosi come le varie sculture di arte bizantino-barbarica.
Fontecchio
Il paese conserva
l'aspetto del borgo medioevale con parte delle mura di cinta,
alcune porte, il castello con la torre e vari palazzotti fortificati:
non mancano esempi di botteghe medioevali (in piazza del Popolo)
con la caratteristica doppia apertura. I'una per l'ingresso e
l'altra per l'esposizione e vendita delle merci, nè la
Fontana monumentale del XIV sec della tipologia delle fontane
viterbesi, con vasca a 14 facce terminante con edicola cuspidata,
alla quale fa da sfondo un Tabernacolo con un affresco trecentesco
della Madonna col Bambino. E, infine, Ia trecentesca Chiesa di
S. Francesco, con portale romanico con capitelli impreziositi
da intagli e un bello e ricco loggiato nel piccolo chiostro annesso
del XV sec.
Bominaco
Frazione del comune
di Caporciano, Bominaco fu nel medioevo teatro di un'aspra contesa
per il possesso deI monastero (comprendente un castello e le chiese
di S Pellegrino e S. Maria) tra i monaci benedettini dipendenti
da Farfa e il vescovo di Valva a cui il monastero era stato donato.
Nel 1343 i monaci dovettero sottomettersi, ma quasi a distanza
di un secolo il monastero subì la distruzione ad opera
di Braccio da Montone. Del complesso oggi rimane la stupenda Chiesa
di S. Maria Assunta che esemplifica la tipologia della chiesa
basilicale romanica abruzzese. Costruita a cavallo tra Xl e Xll
sec . ha una sem- plice facciata su cui si apre un portale romanico,
nella parte superiore una grande finestra è adornata da
quattro leoni; sul retro bellissime le tre sidi con monofore di
una sobria eleganza. L'interno è a tre navate divise da
archi a tutto sesto che poggiano su colonne difformi perche provenienti
da edifici romani, forse dalla vicina Peltuinum; belli nella loro
singolarità i capitelli. Sulla destra spicca il magnifico
ambone con intagli di girali, rosoni e animali datato 1180; non
da meno il candelabro per il cero pasquale ed ancora il ciborlo,
sull'altare maggiore, e la cattedra abbaziale del Xll sec.
L'Oratorio di S. Pellegrino eretto per volontà
di un re Carlo, forse Carlo Magno, fu poi ricostruito nel 1263
dall'abate Teodino. Il portico rustico a tre arcate poggianti
su rocchi di colonne romane che precede la chiesa e aggiunta posteriore.
Nulla allesterno fa presagire la ricchezza e la bellezza
della decorazione parietale; I'interno, infatti, costituito da
un vano rettangolare molto allungato con volte a botte divise
in quattro campate da archi trasversali a sesto acuto, conserva
splendidi affreschi del Xlll sec. Che, per vastità e fattura,
sono tra i più notevoli d'Abruzzo; in questopera
sono stati individuati gli interventi di tre artisti che, convenzionalmente,
sono stati ribattezzati: Maestro della Passione, Maestro dell'infanzia,
Miniaturista.
Infine ricordiamo il Castello che, sebbene semidistrutto,
col suo articolato e bianco profilo che si staglia nel cielo,
caratterizza ancora fortemente il paesaggio di Bominaco.
S. Stefano di
Sessanio
S. Stefano di Sessanio
conserva quasi intatto il suo passato architettonico di borgo
medioevale, possedimento dei Medici, caratterizzato ancora oggi
dallemergenza della Torre merlata che spicca nel mezzo del
centro abitato. Ha stradine strette e tortuose interrotte da improvvise
e ripide scalinate. Piazza Medicea è dominata dalla torre
con l'orologio al di sotto della quale e un arco a sesto acuto
con lo stemma dei Medici; sulla piazza prospetta anche una casa
con loggia quattro-cinquecentesca. Altri esempi di antiche architetture
civili si incontrano lungo la caratteristica via della Chiesa
che conduce alla Parrocchiale di S. Stefano del XV sec..
Calascio
Calascio si
è formato ai piedi della rocca dopo la rovina del castello.
La Parrocchiale di S. Nicola custodisce tele del G. C. Bedeschini
e di T. Patini e un bel fonte battesimale settecentesco. Una tela
del Bedeschini e anche nel Convento di S. Maria delle Grazie che
conserva anche una Madonna col Bambino del 500 in terracotta
e un ciborio ed un candelabro barocchi.
Singolare ed affascinante è aggirarsi nella
disabitata Rocca Calascio, dominata dall'imponente Castello semidistrutto
e dalla solitaria Chiesa di S. Maria della Pietà dall'inconsueta
pianta ottagonale.
Castel del
Monte
La parte più
antica del paese, denominata Ricetto, è arroccata
su un pendio aspro e brullo lungo il quale, a tratti. si trovano
resti delle mura di cinta. Lungo le sue stradine tortuose, su
cui prospettano semplici case in pietra, si respira I'atmosfera
della civiltà pastorale, schietta e genuina, scandita ancora
dai ritmi lenti delle stagioni e della transumanza. Nella Chiesa
di S. Maria del Suffragio vi è un imponente altare maggiore
con una statua della Madonna che veste il costume del paese, mentre
la Parrocchiale di S. Marco Evangelista conserva al suo interno
opere ed arredi tra XVI e XVIII sec.
Navelli
Percorrendo
l'ariosa Piana di Navelli ci si imbatte in due esempi tipici dell'architettura
chiesastica abruzzese, quella legata alla civiltà pastorale
e alla tradizione della transumanza che per secoli si è
consumata lungo iI vicino tratturo L'Aquila Foggia; sono
queste le chiese campestri cinquecentesche di S. Maria delle Grazie
e S. Maria dei Centorelli, dalle semplici facciate a coronamento
orizzontale, costruite lungo il percorso della transumanza per
offrire un conforto per l'anima ed un riparo per la notte ai pastori
con le greggi transumanti. Dalla Piana si scorge chiaramente anche
il borgo medioevale di Navelli con le sue raffinate ed antiche
abitazioni ingentilite da belle loggie visibili anche dalla strada.
II paese, cresciuto tutt'intorno al rinascimentale Palazzo castellato
che domina il borgo, ha caratteristiche strette stradine e ripide
cordonate.
Capestrano
Capestrano
è noto soprattutto per la celebre statua di cultura picena
del guerriero, oggi custodita nel Museo Archeologico di Chieti,
rinvenuta nel 1934 in locaiita Il Lago. dove sono
state portate alla luce anche una grande necropoli e un insediamento
neolitico, che testimoniano dell'avanzato grado di civiltà
raggiunto dagli antichissimi abitatori di questo territorio. Nel
centro abitato, poco distante, in piazza del Mercato. si trova
Castello Piccolomin, oggi sede del comune, caratterizzato da due
torrioni cilindrici in facciata e da un cortile interno con un
pozzo e una torre quadrata. Sempre in piazza è la seicentesca
Parrocchiale con interno barocco, tra gli arredi: la bella acquasantiera
in marmo e il pulpito ligneo settecenteschi. Fuori dal paese si
trova il Complesso di S. Giovanni risalente al '400, la cui chiesa,
rifatta nel '700, ha un interno barocco non privo di opere ed
arredi di buon livello. II convento, poi, ospita un piccolo museo
che custodisce molte testimonianze del nativo S. Giovanni da Capestrano
(1386 / 1456)
S. Pietro ad Oratorium
(Capestrano)
Non lontana,
immersa nella verde campagna bagnata dalle acque del fiume Tirino,
è la bellissima e solitaria Chiesa di S. Pietro ad Oratorium
che, eretta nell'VIII sec. dal re longobardo Desiderio, fu trasformata
nel Xll sec. secondo lo stile romanico. Sulla facciata si apre
il portale a destra del quale e il bassorilievo di S. Vincenzo
diacono e a sinistra quello di David. Nella lunetta è un
affresco guasto, mentre lungo l'architrave è incisa la
data di costruzione. Come per molte altre chiese coeve, sono stati
utilizzati materiali provenienti da altri edifici, in particolare
romani, alcuni dei quali costituiscono un ornamento della facciata.
Non si può non essere incuriositi dalla singolare quanto
enigmatica scritta rovesciata incisa su un concio a sinistra del
portale, Ia quale dice: Sator Arepo Tenet Opera Rotas (questa
scritta si ritrova anche su altre chiese abruzzesi e molisane).
Molte interpretazioni sono state avanzate circa la modalità
della lettura e il suo significato, Ia più accreditata
e quella che ritiene si tratti di un crittogramma speculare che
anagrammato forma le parole Pater Noster da leggersi orizzontalmente
e verticalmente secondo lo schema di una croce greca terminante
agli estremi delle braccia con A e O. cioè, il Principio
e la Fine.
L'interno, a tre navate absidale, conserva
un bellissimo ciborio del Xlll sec. con inserti in maiolica e
preziosi affreschi nell'abside del Xll sec. Con i 24 vecchi dell'Apocalisse,
Cristo in trono tra i simboli degli Evangelisti.
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