Cenni storici:
Una
leggenda raccontata da Ovidio narra che Solimo, amico di Enea, abbia
fondato la città. Di sicuro sappiamo, invece, che l'antica Sulmona
fu città del Sannio, nel territorio dei Peligni. In età
romana fu municipio e nel 43 a.C. diede i natali al poeta Ovidio, il
quale nelle sue Metamorfosi ne cantò "le acque gorgoglianti
e freschissime. Durante il medioevo raggiunse il massimo splendore
sotto gli Svevi e gli Angioini. Passata poi agli Aragonesi, fu ceduta
da Carlo V ai de Lannoy; tornò al demanio regio in seguito all'estinzione
di questa famiglia. Fu poi conquistata dai principi di Conca, quindi
dai Borghese; seguì poi la storia del reame spagnolo in Italia.
per rientrare, in seguito, a far parte del regno di Napoli dei Borboni
fino all'unita d'ltalia.
La Cattedrale
La Cattedrale, dedicata a S. Panfilo,
sorge sul sito di un tempio di Apollo e Vesta. Eretta in età
altomedioeva
le,
è stata nel tempo più volte ricostruita e rimaneggiata.
Dell'originaria costruzione romanico-gotica conserva il portale ogivale
della facciata (rimaneggiata nel '700), fiancheggiato da due leoni stilofori
che sostengono due piccole edicole che ospitano le statue di S. Pelino
e S. Panfilo, opere di N. Salvitti (1391); nella lunetta è un
affresco con la Deposizione. L'ala destra della chiesa, con un piccolo
portale, è aggiunta rinascimentale e include il campanile a vela
del 1751. L'interno è a tre navate e conserva dell'originario
impianto il doppio colonnato romanico, il resto è barocco. Attraverso
una scala posta in fondo alla navata centrale si scende nella cripta
(Xl sec.), a tre navate trasverse e tre absidi; vi si conserva l'antica
cattedra episcopale (Xll sec.), uno splendido rilievo bizantineggiante
della Madonna in trono col Bambino minutamente ornato e il busto dorato
di S. Panfilo in rame e argento finemente cesellato.
Il Complesso dell'Annunziata
Il Complesso dell'Annunziata è
il monumento più importante della città. Formato dall'unione
del Palazzo dell'Annunziata e della Chiesa dell'Annunziata, fonde con
eleganza forme gotiche, rinascimentali e barocche. II complesso sorse
nel XIV sec., ma più volte venne ricostruito o rimaneggiato.
La facciata del palazzo presenta tre portali, di cui due sono di stile
rinascimentale, mentre quello di sinistra ha forme gotiche, cosi come
la trifora del piano
superiore.
Originali i pilastri addossati al muro con le statue dei Dottori della
Chiesa; la mostra dell'orologio e settecentesca. Nel palazzo ha sede
il Museo Civico che comprende una sezione archeologica con materiale
proveniente da Sulmona e dalla conca dei Peligni; si ricordano, in particolare,
Ia collezione epigrafica con testi anche dialettali; la copia dell'Hermes
propylaios attribuito a Mirone; il Rlievo con scena campestre, forse
una transumanza, è la importante collezione di monete imperiali.
La sezione medioevale e moderna custodisce pregevoli sculture lignee
come il Tabernacolo dipinto da Giovanni da Sulmona (1435); affreschi
staccati e dipinti su tavola del XV e XVI sec.; tele di importanti pittori;
i preziosi Tesori del Pio Istituto dell'Annunziata e della Cattedrale.
Da Piazza del Carmine
a Porta Napoli
Piazza del Carmine è formata
da un allargamento di corso Ovidio, I'antico cardo della Sulmona romana
e oggi principale arteria della città, Sulla piazza prospetta
il bellissimo portale duecentesco, riccamente ornato da colonnine e
decorato nella lunetta da un affresco (XV / XVI sec.), appartenente
alla Chiesa di S. Francesco della Scarpa che ha la sua facciata su via
Mazara. La chiesa deve il suo nome ai frati che vi officiavano e che,
contrariamente agli altri frati francescani, calzavano scarpe. Le origini
della sua fondazione sono antiche e non molto sicure; nel 1290 fu fondata,
o forse solo ampliata, da Carlo d'Angio; subì le conseguenze
di vari terremoti in seguito ai quali fu ricostruita. Sulla attuale
facciata settecentesca si aprono un bel portale ogivale romanico con
affresco nella lunetta e una grande finestra circolare oggi otturata.
L'interno, a croce latina ad una navata, è tutto settecentesco:
magnifico l'organo barocco e il Crocifisso di legno dipinto del '400
Vicinissima a piazza del Carmine e la Fontana del Vecchio, rinascimentale.
decorata con lo stemma aragonese e, alle estremità, quelli della
città di Sulmona. La fontana è addossata al pilone terminale
dell'Acquedotto ultimato nel 1256 Formato da 19 arcate ogivali e 2 a
tutto sesto, è un mirabile esempio di ingegneria idraulica medioevale
di servizio alle attività del tempo (filande, frantoi etc..),
di cui alimentava le macchine. Al di la delle arcate dell'acquedotto
si intravede piazza Garibaldi, posta ad un livello più basso
rispetto al corso e, sullo sfondo, il portale gotico della Chiesa di
S. Filippo, sul cui impianto del 1881 venne adattata la facciata del
1315 della scomparsa chiesa di S. Agostino. Proseguendo su via Ovidio
verso sud, si arriva a piazza del Plebiscito, dove prospetta la Chiesa
di S. Maria della Tomba, eretta forse su un tempio di Giove e presente
sin dal 1241.L'attuale facciata è a coronamento orizzontale e
risale al XIV sec vi si apre un portale ogivale, al di sopra del quale
è un ricco rosone (XV sec ); è unita al singolare campanile
con cella dorica del XVI sec. L'interno, a tre navate, negli anni '70
è stato restituito alle originarie forme gotiche, riportando
alla luce resti di antichi affreschi e decorazioni. Da notare: il bassorilievo
di Adamo ed Eva del 200 posto sul pilastro sinistro del transetto; la
bella pala di S. Giacomo (XVI sec.), vicina allo stile di G. Bellini,
Ia Madonna col Bambino (XV sec.), in terracotta, attribuibile a Silvestro
dell'Aquila. In fondo al corso c'e Porta Napoli (XIV sec.), Ia più
monumentale delle dodici porte della città. Notevole il fronte
esterno col suo arco e finestra ogivale, ricco di pietre lavorate provenienti
da altri edifici così come i due bassorilievi di epoca romana.
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