Cenni storici:
S. Clemente a Casauria
- Castiglione a Casauria

Non
lontana da Torre de' Passeri è la stupenda Abbazia di S. Clemente
a Casauria. Fu fondata nell'871 dall'imperatore Lodovico II per tener
fede ad un voto fatto durante la prigionia nel ducato di Benevento e
fu intitolata a S Clemente papa e martire perchè lo stesso imperatore
volle che fossero ivi custodite le ossa del santo. A causa delle ingenti
ricchezze, frutto delle tante donazioni da Ludovico II in poi, l'abbazia
fu più volte oggetto di saccheggi e distruzioni e, quindi, di
ricostruzioni. Nel XII sec., sotto l'abate Leonate, fu rimaneggiata
secondo il gusto cistercense e visse il suo momento più fulgido.
Subì, poi, vari terremoti; oggi si presenta a noi ben conservata
grazie a recenti restauri.
Al complesso si accede
attraverso un cancello ai lati del quale due nicchie custodiscono
statue romane mutile, testimonianza del preesistente sito romano
su cui poi sorse l'abbazia (altri reperti si incontreranno durante
la visita ed altri ancora, romani e preromani, sono conservati
nel museo dell'ex convento).
Segue un viale che attraversa
un giardino e si conclude sullo sfondo del bellissimo portico
della chiesa a tre arcate, ogivali le laterali e a tutto sesto
quella centrale, con colonne capitelli e archivolti fantasiosamente
lavorati in modo differente. Al di sopra della cornice marcapiano
ad archetti, quattro bifore di cui due architravate e due ogivali
poste, forse, successivamente. Dei tre portali quello centrale
ha nella lunetta un bassorilievo che vede nel mezzo S. Clemente
e a destra Iabate Leonate che presenta il modello della
nuova chiesa.
Sullarchitrave,
invece, il rilievo ripercorre le tappe della costruzione dellabbazia.
I battenti in bronzo sono suddivisi in 72 riquadri e scolpiti con il
motivo della croce, del rosone e con le raffigurazioni degli abati e
dei castelli sotto il dominio dell'abbazia. Dei due picchi, o anelli
dell'immunità, solo uno e originale. Pregevole l'esterno dell'abside
con il motivo degli archetti retti da esili colonnine, due delle quali,
su leoni stilofori, incorniciano una finestra.
Linterno, a
tre navate e abside semicircolare, rivela nella struttura la trasformazione
dalle forme romaniche dellimpianto a quelle gotico-cistercensi
del rifacimento del Xll sec.. Entrando nella chiesa si è
subito colpiti dal pregevole ambone attribuito al maestro Giacomo
da Popoli, poggia su quattro colonne dai capitelli difformi è
ha davanzali tripartiti decorati a grandi rosoni e girali; nella
facciata rivolta verso la navata centrale, un leone ed un'aquila
sostengono il leggio per il vangelo. Di fronte e il candelabro
per il cero pasquale riccamente scolpito e con inserimento di
mosaici nella parte superiore. Nell'abside un sarcofago romano-cristiano,
sotto uno stupendo ciborio retto da quattro colonne e cuspidato,
funge da altare. Sulla parete di fondo spicca un crocifisso ligneo
quattrocentesco. portato solo di recente da Pescosansonesco, che
mostra, a seconda che si guardi il profilo destro, il prospetto
o il profilo sinistro, i tre momenti della crocifissione di Cristo:
il perdono, Ia rassegnazione, la morte. Dal fondo della navata
centra e si scende nella interessante cripta con basse volte a
crociera poggianti su mezze colonne e capitelli provenienti da
edifici romani.
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