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Salsicce, mortadelle,
ventricina, e poi pecorino, giuncata, scamorza, caciocavalIo, caciotta
e ancora fior di latte e salami: sono gli insaccati e i formaggi
che più comunemente si trovano sulle tavole in Abruzzo dove
il rispetto di procedimenti antichi ha garantito la conservazione
di sapori unici.
Sapori che lesperienza ha arricchito
nel tempo come dimostrano il pecorino alle erbe aromatiche o quello
al peperoncino, il salame pressato o la scamorza appassita o ancora,
il salame di pecora, ottenuto da un 90 per cento di carne ovina
e un dieci per cento di grasso suino.
E come non citare le mortadelle di Campotosto
con il loro aspetto talmente inconfondibile da valergli lappellativo
"coglioni di mulo". Dietro la genuinità di questi
prodotti cè il lavoro delle tante piccole aziende che
utilizzano ancora procedimenti artigianali.
Ed è così che, passando per
Guilmi o in qualche zona del teramano, è ancora possibile
gustare una ventricina (data da un trio di suino insaporito con
sale, peperoni e semi di finocchio) conservata nelle budella o nella
vescica del maiale stesso.
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