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 Parco Nazionale della Majella
Itinerari artistici Parchi 


    Insieme al parco del Gran Sasso-Laga, fu costituito nel 1992 e ricopre circa 75.000 ettari nella provincia di Pescara, Chieti e l'Aquila coinvolgendo 39 comuni. La catena montuosa della Majella e chiaramente collegata alla montagna Morrone; tutto attorno il massiccio della Majella e molto caratteristico. Simile ad una magnifica, ellittica cupola, domina la campagna abruzzese sorgendo fra il mare e la catena degli Appennini. A parte la vetta principale, Monte Amaro (a 2795m. e la seconda vetta dell'Appennino), ce ne sono altre 30 che vanno oltre i 2000m, fra cui Monte Acquaviva, Cima delle Murelle e Monte Focalone con la sua facciata quasi dolomitica. Il fascino della Majella e accresciuto dalle profonde vallate, veri “canyons" e da vasti altipiani ricchi di vette di oltre 2000m quali Valle di Femmina Morta e gli altipiani di Lama dei Peligni. Molto frequente e il fenomeno della Karsificazione, evidenziato dalle numerose grotte, una delle quali e la Grotta del Cavallone che D'Annunzio scelse quale scenario per il secondo atto della sua Figlia di ilorio. Sulla Majella c'e una evidente differenza di vegetazione. Prima di tutto ci sono boschi formati da querce, aceri, carpine, abeti; più, in alto verso i 900-1OOOm. fino a 1800m., la foresta e formata di faggi. Quasi dappertutto si può trovare l'avorno giallo, così fiorito che si può anche pensare che la parola Majella derivi da majo, un antico nome che la popolazione diede a questa pianta.

     Fra le rare specie di alberi dobbiamo ricordare la betulla, nel Vallone di Fara S.Martino, e il pino nero presente nella Valle Serviera. Più in alto, verso i 1700m., ci sono fitte formazioni di cespugli, pini di montagna, unici nell'Italia Peninsulare. Sulla Majella si possono contare oltre 1700 specie di piante, fra le quali l'aquilegia della Majella, la campanula Cavolini, la Soldanella della Majella, la genziana della Majella e la viola della Majella. La vita selvaggia del parco e rappresentata dal lupo, dall'orso bruno Marsicano, dal camoscio, dall'alce, dal capriolo e da 130 specie di uccelli che includono il falco pellegrino, il falcone lanario, l'aquila dorata, l'astore, il gufo reale, il picchio dal dorso bianco e il piviere trottolino che in Italia nidifica solo su queste montagne. La presenza dell'Apollo (Parnassius Apollo) è di interesse, una grande farfalla con ali quasi trasparenti con attorno macchie nere e rosse. Grazie alla sua rarità e il solo insetto in Abruzzo protetto dalla Convenzione di Washington, che disciplina il commercio internazionale delle specie in estenzione. A memoria d'uomo la Majella rappresenta la Madre delle montagne per il popolo abruzzese.

     In tempi antichi fu consacrato al dio Maja; nel Medio-Evo divenne luogo di preghiera per numerosi eremiti fra i quali ci fu il famoso Pietro Angeleri, che poi divenne Papa Celestino V. Eremi e abbazie nacquero così numerose che il Petrarca lo definì Domus Christi: dal famoso eremo di Santo Spirito, un monumento nazionale, alle vere grotte, gli eremi di S.Giovanni, S.Antonio, S.Angelo.


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