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Al posto del lago oggi
c'è una distesa di 13.000 ettari per un terzo coltivata a
patate, con una produzione annua di 120 mila tonnellate.
E' la piana del Fucino, dal nome del lago
definitivamente prosciugato nel 1875, dopo secoli di tentativi,
dal principe Alessandro Torlonia che riuscì dove nessuno,
nemmeno i Romani, ce l'aveva fatta.
Un'opera di bonifica che, strappando al
lago terre fertilissime, oggi permette a questa zona dell'Aquilano
a 700 metri sul livello del mare di produrre un tipo di patata,
la fucense appunto, rinomata ovunque per le sue caratteristiche
date dalle particolari condizioni del terreno e dal clima di montagna.
Nella piana del Fucino sono presenti due
associazioni di produttori e industrie di trasformazione che producono
fiocchi di semifritti surgelati e gnocchi.
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