Cenni storici:
Antico
porto dei Frentani, Ortona ancora oggi è il principale porto
della regione.
La città sorge su un promontorio,
a picco sul mare Adriatico, sul cui versante orientale si distende
una bella e panoramica strada, conosciuta come Passeggiata Orientale
che parte, a nord, dal Castello Aragonese. Costruito nel XV sec.,
da Alfonso d'Aragona a guardia del porto, il castello si presenta
oggi molto danneggiato dalle frane e dai bombardamenti dell'ultima
guerra. Non lontana dal castello, in piazza S. Tommaso, sorge
la Cattedrale, intitolata nel 1258 a S. Tommaso, del quale custodisce
le reliquie.
Edificata forse su un tempio pagano,
Ia chiesa è antichissima ed ha subito molti rimaneggiamenti
nel tempo. La facciata, restaurata dopo gli ingenti danni della
guerra, ha conservato il portale gotico originario, opera preziosa
di intaglio dell'ortonese Nicola Mancino (1311). II campanile,
interamente rifatto, ha l'antica campana del 1588, una delle più
grandi d'ltalia, del peso di 51 quintali. L'interno, che ha conservato
l'impianto cinquecentesco, custodisce accanto ad opere antiche,
pregevoli opere moderne quali: la tela con L'incredulità
di S. Tommaso di B. Cascella (1944); maioliche sul tema di S.
Tommaso di T Cascella; le due portelle in bronzo dello scultore
ortonese Stefano Durante (1957). Accanto alla cattedrale c'e un
Museo-Pinacoteca con dipinti dal XIV al XVII sec, reperti paleocristiani
e romani, oltre ad oggetti preziosi di artigianato. Sempre nella
piazza si trova l'originale Monumento ai Caduti Civili opera del
1964 di T. Cascella.
A
metà della Passeggiata Orientale c'è largo Farnese, dove
si erge il possente Palazzo Farnese costruito sul finire del XVI sec.,
su disegno di Giacomo della Porta e rimasto incompiuto; vi hanno sede
la Bibiloteca Comunale e la Pinacoteca Cascella che conserva molte opere
donate dallo stesso artista abruzzese.
La passeggiata si conclude alla
Villa Comunale. Nel vicino corso Garibaldi e la Chiesa di S. Caterina
con portale duecentesco e interno barocco; essa custodisce, entro
una piccola cappella, un affresco miracoloso secondo la leggenda,
che raffigura un Cristo dal cui costato nel 1566 sarebbe sgorgato
sangue, raccolto poi amorevolmente in due ampolle.
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