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L’Abruzzo è da sempre terra di tradizione liquoristica: le erbe raccolte sulle montagne ed i distillati di essenze naturali, seguendo ricette tramandate per generazioni, costituiscono la base di liquori gradevoli e dal sapore antico. AurumNel novero delle bevande alcoliche l’Aurum (gradazione: 40 gradi) è uno dei capostipiti delle specialità abruzzesi. Anche se le sue origini risalgono ai tempi dell’ impero romano, è il poeta Gabriele D’Annunzio ai primi del ‘900 a trovare il nome del liquore. D’Annunzio pensa alla parola latina per l’arancio -aurantium- il frutto dell’oro, poi alla stessa parola che nomina l’oro e trova la definizione perfetta: Aurum. La nascita delle distillerie dell’Aurum (1925) è legata al nome di Amedeo Pomilio che alle doti di imprenditore appassionato univa una vasta attività di uomo di cultura Nei primissimi tempi l’Aurum è la specialità di Pescara, ma a poco a poco conquista nuovi intenditori ed oggi è apprezzato in tutto il mondo. L’Aurum nasce dall’accostamento fra un distillato di vini pregiati e uno di agrumi. E’ il risultato di una perfetta fusione di profumi e di sapori, netti e precisi, condensati negli alambicchi della distilleria e poi equilibrati in botti di rovere nella quiete delle cantine. CENTERBA Altro infuso dall’antica origine è il Centerba (gradazione : 72 gradi). Questo liquore, derivato dal volgare centum herbora, si affermò, così come lo conosciamo oggi, nel 1817, pur vantando origini ai tempi dei Romani che conoscevano gli abruzzesi, tra l’altro, per una forte bevanda a base di erbe.E’ appunto agli inizi dell’800 che un appassionato erborista riuscì ad amalgamare le qualità delle erbe sapientemente raccolte sulle montagne d’Abruzzo fino ad ottenere questa bevanda la cui fama ha varcato gli stessi confini continentali.A titolo di cronaca basti ricordare che nell’allora Regno delle due Sicilie il Centerba divenne noto per le sue caratteristiche medicamentose essendosi diffusa la voce, durante il colera di Napoli del 1884, che avesse proprietà curative Oggi sarebbe difficile trovare delle argomentazioni valide a sostegno di questa tesi, ma certamente valido resta il risultato di quell’alchimia con cui l’ideatore, Beniamino Toro, seppe caratterizzare la sua terra.Ottenuto dalla macerazione in alcol di una miscela (segreta) di erbe raccolte nelle zone circostanti. Dopo un anno questo infuso viene torchiato, filtrato e miscelato in soluzione idroalcolica fino ad ottenere la gradazione desiderata.Nelle consuetudini liquoristiche abruzzesi, la produzione dell’Amaro ha sempre ricoperto un posto importante, spesso di preminenza.Ottenuto dalla sapiente miscelazione di erbe aromatiche, la cui alchimia è geloso segreto delle famiglie, nel tempo si sono imposti all’attenzione di generazioni di consumatori vari liquori tra cui menzione particolare meritano le creazioni della distilleria Jannamico di Lanciano, famosa tra l’altro, per il mitico Superpunch.E’ doveroso ricordare, sempre nell’interland lancianese, gli infusi degli Amici del Cavalierato di 5. Martino, che nel giorno del Santo offrivano le pietanze, l’olio ed i liquori di casa, realizzati secondo le antiche ricette di famiglia: l’Anicina e l’Amaro dei Cavalieri.Lasciamo al consumatore lo stimolo per la ricerca di altri infusi o distillati di cui l’Abruzzo è ricco ma che la natura artigianale lascia ancora lontani dagli scaffali dei negozianti.
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