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Tra
i tanti prodotti alimentari tipici dell’Abruzzo un posto di rilievo
occupa la pasta, famosa in tutto il mondo fin dagli inizi del 1900.Le
ragioni di quello che oggi è considerato un miracolo economico vanno
ricercate nella intraprendenza di alcune famiglie di Fara S. Martino e
nella presenza di una risorsa che, per questo paese, ha rappresentato il
bene più prezioso: il Fiume Verde che sgorga purissimo dalle pendici
della Maiella In Abruzzo il primo pastificio nacque a Fara S. Martino ad opera di
Felice Cipolla seguito, nel 1887, da quello di Filippo De Cecco che
convertì l‘attività molitoria avviata dal padre in quella di
pastificazione.Agli inizi il processo produttivo era piuttosto
semplificato: l’impasto di semola e acqua, contenuto in una tramoggia ,
veniva spinto da una vite a pressione attraverso i fori di trafile diverse
a seconda del formato prescelto.Gli "gnocchetti" e gli
"spaghetti" erano, all’epoca, i formati più richiesti e la
loro essiccazione veniva fatta all’aria aperta: i primi su appositi
telai, i secondi su bastoni di legno. Dopo l’essiccazione il prodotto
era pronto per la vendita Già nel 1880 la pasta di Fara S. Martino era conosciuta
all’estero,soprattutto in Francia e negli Stati Uniti .Sempre a Fara S.
Martino si costruì il primo sistema automatico di essiccazione della
pasta che consentì di velocizzare enormemente i processi produttivi e di
superare, inoltre, i problemi legati alla mancanza di buone condizioni
climatiche per l’essiccazione del prodotto in alcuni periodi dell’anno
in cui la produzione doveva essere sospesa Quella che è nata come un’attività artigianale a Fara S. Martino ha trovato gli elementi necessari al successo che le ha consentito di acquisire le caratteristiche proprie dell’industria che ha saputo imporre a tutto il mondo un prodotto straordinario attraverso le sue grandi realtà produttive.Il benessere d’oggi ha sospinto la gran parte di noi ad un’ alimentazione ricca e varia ma spesso indirizzata verso un consumo smodato di proteine, grassi e zuccheri a scapito di pane, pasta e verdure. Tali disordini alimentari hanno creato i presupposti per il diffondersi delle classiche malattie moderne generando quindi il bisogno di recuperare un’ alimentazione più genuina. Da
quì la necessità di riabilitare i
cereali integrali (cioè non raffinati) che diventano i rappresentanti non più di una cucina povera Lo
troviamo infatti nel teramano verso la zona di Torano, nell’aquilano nei
comuni di Montereale, Carsoli e Perano, nel pescarese sulle colline di
Corvara e nel chietino vicino Guardiagrele.Il
farro propriamente detto (Triticum dicoccum) appartiene alla famiglia
delle graminacee, si presenta con taglia alta e spiga grande, compatta ed
in genere aristata.Queste
spighe si staccano integralmente alla battitura e le cariossidi
all’interno contenute hanno la caratteristica di essere rivestite da
glume e glumelle che non si liberano facilmente poiché sono molto
aderenti al granello. |
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