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Il farro appare come
il primo cereale abitualmente utilizzato dall'uomo per la sua alimentazione.
Le testimonianze storiche ci raccontano che era già conosciuto
e apprezzato dagli Egiziani, dagli Etruschi e dai Romani che lo
riducevano in farina e lo usavano per la preparazione di zuppe e
minestre e per la panificazione.
L'attuale "riscoperta" del farro
(triticum dicoccon) e legata alla sua perfetta integrazione all'interno
di una dieta bilanciata e salutare, ma anche alla genuinità
e alle pecuriali caratteristiche di questo cereale, capace di accompagnare
sapori forti e piatti rustici.
In Abruzzo la superficie coltivata a farro
(150 ettari) interessa attualmente la fascia collinare interna della
regione e le zone pedemontane e montane del Chietino, dell'Aquilano
e del Teramano; ed è fortemente legata alla cucina tradizionale
delle popolazioni locali.
Utilizzato nella preparazione di zuppe,
polenta, pasta e pane, fin dall'antichità vengono attribuiti
al farro "poteri benefici" che la scienza moderna non
ha mancato di confermare.
Per una dieta sana ed equilibrata riveste
particolare importanza l'alto contenuto di fibra, che pur non essendo
un nutriente ha caratteristiche di rilievo nell'ecologia intestinale,
e la struttura particolare dell'amido che viene digerito più
lentamente ed è quindi più indicato per chi soffre
di iperglicemia.
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