Cenni storici:
Chieti, I'antica
Teate Marrucinorum capoluogo delle popolazioni italiche dei Marrucini,
fu municipio romano intorno al I secolo a.C.. Distrutta dai Visigoti
e dagli Eruli, fu riedificata da Teodorico. Conquistata nell'802
da Pipino, re d'ltalia, fu incorporata nella provincia Valeria;
nel secolo successivo divenne capoluogo della vasta contea di
Teate e assoggettata alla corona normanna.
Nel Xll secolo, sotto gli Svevi,
riprese la sua autonomia. Dal re Alfonso I di Napoli ebbe grandi
privilegi; divenuta metropoli degli Abruzzi, fu sede arcivescovile.
In seguito venne fortificata dal duca d'Alba e servi come difesa
dalle invasioni dei Francesi; nella seconda meta del XV secolo
ebbe il privilegio di battere moneta. Nel 1646 venne infeudata
ai Caracciolo ma ben presto insorse e riebbe le liberta demaniali.
Quindi fu sotto il dominio spagnolo e
poi sotto i Borboni. Occupata due volte, nel 1799 e nel 1806,
dalle truppe francesi durante la breve parentesi della repubblica
napoleonica, ritornò sotto il regno di Napoli dei Borboni
e segui la storia di questa dinastia fino all'unita d'ltalia.
Piazza V.Emanuele II
Il
sito di Piazza V. Emanuele II, periferico rispetto alla Chieti romana,
diviene polo rilevante solo a partire dal IX sec., quando il vescovo
Teodorico I ordina il rifacimento della cattedrale, gia esistente a
quell'epoca. Ma è al sec. Xl che risale I'odierna e complessa
planimetria della chiesa, dedicata a S. Giustino. patrono della città.
Ricostruita quasi del tutto nel '300 e alterata più volte nel
corso del tempo, è stata completata in forme medioevali in questo
secolo. La facciata e il fianco destro, quello che prospetta sulla piazza,
sono opera dell'architetto Guido Cirilli (1920-36).
Lo svettante campanile adorno di bifore
ogivali, iniziato da Bartolomeo di Giacomo (1335), fu ultimato
da Antonio da Lodi (1498) al quale si devono anche altri campanili
in Abruzzo e, particolarmente, nel Tramano, Attraverso un portale
posto al sommo di una gradinata, sul fianco destro della chiesa,
si accede al fastoso ed ampio interno a croce latina, a tre navate,
con volta a botte. Sul dossale dell'altare maggiore in marmo S.
Giustino eremita che riceve le insegne episcopali dal popolo di
Teate della scuola napoletana (XVIII sec.). Nell'abside a sinistra,
all'interno di una nicchia, c'e il busto di argento di S. Giustino,
opera di Nicola da Guardiagrele.
Attraverso due scale (o dall'ingresso
posto all'esterno) si scende nella cripta dalla pianta irregolare;
demolite le decorazioni in stucco barocche, è stata riportata
recentemente in vista l'antica e sobria struttura romanica dell'XI
sec. Visibili anche resti di affreschi del Xll e Xlll sec.; dalla
cripta si accede alla Cappella del Suffragio decorata con stucchi
dorati del XVII sec.. Ricco e pregevole il tesoro col prezioso
calice d'argento dorato (arte veneziana del '400), il messale
miniato Borgia e la statua d'argento della Madonna del Popolo
di scuola napoletana del XVII sec Prospettano su piazza V. Emanuele
anche il Palazzo Municipale di forme neoclassiche, che conserva
alcune testimonianze dell'originario Palazzo Valignani (1517),
e il Palazzo di Giustizia in stile pseudo-gotico, sulla sua sinistra
e possibile godere di un suggestivo panorama sulla Maiella, il
Gran Sasso e il mare.
Corso Marrucino
Corso Marrucino è
l'arteria principale della città. In parte porticato, è
luogo di incontro e passeggiate. Vi prospettano le chiese barocche
di S. Domenico e S. Francesco. Arrivati in Largo Valignani c'è
il Teatro Marrucino (XIX sec) e, sulla sinistra, in via de Lollis,
il Palazzo Martinetti (XVIII). in cui ha sede la Pinacoteca Provinciale
"Costantino Barbella" che conserva opere dal XIV sec
ad oggi, tra queste sono da segnalare alcune tra le più
belle tele di Francesco Paolo Michetti come: La Processione del
Venerdì Santo a Chieti, Rituale Religioso per Acque Sgorganti,
Prima Nidiata, Ritratto di scultore (trattasi dello scultore teatino
C. Barbella del quale si conserva ivi lopera).
Sulle vestigia dei romani
Vestigia
dell'antica Teate si possono ammirare in Piazza dei Templi romani, dove
sono situati tre tempietti, di cui due gemelli, in opus reticulatum,
risalenti al I secolo d.C.. Tali edifici chiudevano il lato nord-ovest
del foro romano, la cui area si estendeva fino all'attuale Corso Marrucino.
Non lontano, su Via di Porta Napoli, i resti del Teatro romano scavato
solo in parte e risalente al I/ll sec. La cavea di 84 m di diametro
sfruttava, nella sua parte mediana, il pendio della collina; raffinato
l'uso misto di opus cementicium bianco e cotto. Su Via Gio- vanni XXIII
guardano le Terme, la più significativa emergenza architettonica
della città romana. Una grande cisterna, ben conservata, scavata
nel tufo della collina, formata da nove ampi vani a botte, forniva l'acqua
alle terme ma, probabilmente, costituiva anche la riserva idrica della
città; attraverso una scala si scende negli ambienti termali
da ammirare, nella prima stanza, il mosaico pavimentale raffigurante
un delfino attorno ad un tridente e due ippocampi. Seguono gli ambienti
riscaldati ad aria calda e quelli di servizio.
Villa Comunale
Inserito in fondo alla
bella e rigogliosa villa comunuale e situato il Museo Nazionale di Antichità
che conserva la più importante raccolta archeologica dell'Abruzzo.
Suddiviso in due edifici, ospita una sezione
preistoria e protostoria (edificio minore), che custodisce
una ricca documentozione di utensili macro e microlitici provenienti
dalle grotte di Graziani, di Ortucchio, dei Piccioni di Bolognano (Pe)
della quale notevoli sono le ceramiche dipinte dell'ultimo periodo della
cultura Ripoli; tombe neolitiche (da Ripoli), stratigrafie cavernicole
nonchè una serie di corredi dell'età del bronzo e del
ferro dalla necropoli.
La sezione archeologia (edificio
maggiore) molto ricca ed interessante conserva le collezioni abruzzesi
di arte antica italica, greca e romana: una ricca sezione epigrafica
con testi arcaici protosabellici e latini; la collezione "G. Pansa"
con il suo ricco inventario di statuette in bronzo, vasellame fittile,
oggetti decorativi e un medagliere; un antiquarium con prodotti dell'artigianato
d'epoca romana tra cui il prezioso Letto Bronzeo (I sec ) da Amiternum;
dal sito archeologico di Alba Fucens proviene invece la colossale statua
di Ercole e i raffinati pavimenti musivi; dal santuario di Ercole Curino
(Sulmona) la statuetta bronzea di Ercole; vanto del museo il notissimo
Guerriero di Capestrano (Vl a C.). statua funeraria dalla caratteristica
concezione volumetrica del corpo, caposaldo per lo studio delle più
antiche civiltà italiche.
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