Cenni storici:
All'antica Hatria,
fondata dai Piceni, si deve probabilmente il nome del mare Adriatico
dal quale dista pochi chilometri. Situata in una felice posizione,
ha un belvedere nella Villa Comunale dal quale si gode di un suggestivo
panorama sulla Maiella, il Gran Sasso e il mare, a guardia del
quale la città di Atri fu posta in età romana.
E'
tra i centri artistici più importanti della regione e si fregia
di uno dei monumenti di architettura religiosa abruzzese più
belli e meglio conservati: la Cattedrale di S. Maria Assunta che venne
eretta sulla precedente chiesa di S. Maria del IX / X sec. Che, a sua
volta, aveva utilizzato come fondamenta le mura di un'antica cisterna
romana (di questo impianto rimangono visibili le absidi nella navata
centrale e in quella di sinistra).
Nei primi decenni del XIII sec. la chiesa
venne distrutta per cause ancora ignote e la sua ricostruzione
avvenne sfruttando, e in parte modificando, il precedente impianto:
le navate, ridotte a tre, furono considerevolmente sviluppate
in altezza e un gusto gotico prese il sopravvento su quello romanico.
La splendida facciata, a coronamento orizzontale,
ha un bel portale, ricchissima opera di intagli di Rainaldo di
Atri, capostipite della famosa scuola atriana, e un grande rosone
alla cui sommita si apre una nicchia che ospita la statua di una
Madonna col Bambino. Sul fianco destro sono tre portali minori
con incorniciatura a timpano (motivo ripreso dal portale in facciata):
quello centrale e quello di destra sono di Raimondo del Poggio,
quello di sinistra, piu ricco, e invece firmato Rainaldo
d'Atri e datato 1305; tutti e tre hanno affreschi nelle lunette.
ll Campanile, alto piu di 54 m, e
stato ultimato alla fine del '400 da Antonio da Lodi (tamburo
ottagonale a bifore, occhi contornati da ciotole maiolicate, copertura
a cuspide) e rappresenta il prototipo dei campanili non solo teramani,
ma abruzzesi. L'interno e a tre navate divise da arcate
ad ogiva; singolare e l'acquasantiera, posta presso il secondo
pilastro a destra, con donna rappresentata in costume tradizionale
atriano.
II
pavimento del presbiterio lascia intravedere dalle lastre di cristallo
il pavimento musivo sottostante di un edificio termale romano.Vi si
trova anche un battistero cinquecentesco di matrice lombarda e affreschi
del Xlll e XIV sec. Ma vero gioiello della chiesa sono gli affreschi
del coro, molto ben conservati, capolavoro di Andrea de Litio (1481
/'89). Il ciclo pittorico, che narra episodi della vita di Gioacchino
e di Maria, e il piu grande del rinascimento abruzzese.
Notevole anche il Chiostro duecentesco a due ordini di arcate a tutto
sesto e a sesto acuto; al centro e un raffinato pozzo abbellito
con volute nel 1763. Dal chiostro si scende alla Conserva d'acqua, molto
interessante.
II chiostro ed alcuni locali annessi ospitano
il Museo Capitolare che conserva pregevoli opere (paramenti sacri.
ceramiche abbruzesi '500/ '800 codici miniati e incunamboli, sculture
lignee, pinacoteca, lapidario) tra le piu belle: il polittico
ligneo policromo con 5 sculture e piccoli tabernacoli a guglie
e pinnacoli (XV sec ) di arte abruzzese con influssi di maestri
veneti. Recenti scavi hanno riportato alla luce resti della Atri
romana visibili dalle lastre di cristallo che pavimentano parte
della piazza.
Confinante con la cattedrale e la
barocca Chiesa di S. Reparata (1741) che conserva un baldacchino
ligneo, prima nella cattedrale, opera del 1677 di Carlo Riccione
che lo esegui ad imitazione del famoso baldacchino del Bernini
in S. Pietro a Citta del Vaticano. Di fronte alla cattedrale
c'e il Teatro Comunale del 1881, Ia cui facciata ricorda quella
della Scala di Milano. Su corso Adriano prospetta la Chiesa di
S. Agostino del XIV sec.: ha un bel portale in forme gotico-rinascimentali,
opera del '400 di Matto di Napoli; singolare e una lumaca.
ivi scolpita dallo stesso Matteo, a ricordo della sua proverbiale
lentezza nell'eseguire i lavori. All'interno, ad una navata, e
un affresco di Andrea De Litio.
Elegante il campanile che, in piccolo,
ripropone le forme di quello della cattedrale. Lungo il corso
prospetta anche la Chiesa di S. Francesco, dalla scenografica
scalinata a doppia rampa barocca, rifatta nel '700 dall'architetto
Fontana di Penne, dopo la distruzione della primitiva chiesa trecentesca.Un
esempio di architettura civile del XVI sec. E il Palazzo
Acquaviva (dalla famiglia degli Acquaviva che ebbe Atri in signoria
dal XIV al XVIII sec. quando Ferdinando I, re di Napoli, Ie concesse
il titolo di duchi di Atri). Edificato nel '300 su una cisterna
romana di servizio alle terme, venne ampiamente ristrutturato
nel XVI sec. in forme rinascimentali.
Al
di sopra vi si scorge la torre civica con l'orologio. L'interno del
palazzo ha un vasto cortile con un loggiato di ispirazione romanico-gotica.
Oggi e sede del comune. La Chiesa di S. Chiara (con annesso convento
delle Clarisse) prospetta nella via omonima; fondata nel Xlll sec. E
stata ristrutturata nel XVI sec. La Chiesa di S. Nicola. nella piazzetta
omonima, dell' Xl sec., e stata ricostruita da tal Mastro Gianni
nel 1256. In piazzetta S. Spirito, oltre alla Chiesa di S. Spirito del
Xll sec. e modificata nel XVIII sec., e la Rocca di Capo d'Atri,
imponente fortezza (oggi rovinata) in posizione strategica che difese
con forza sin dal XIV sec. Ia citta dagli attacchi nemici.
Da qui si puo godere di una bella
vista sul Gran Sasso, Ia Valle del Vomano e il Colle di Giustizia,
cosi chiamato perche gli Acquaviva vi fecero erigere i patiboli
nel XVI sec.. Resti delle mura urbiche, consolidate nel XVI sec.
su quelle medioevali, sono visibili a Porta S. Domenico (nel largo
omonimo) sulla quale e lo stemma degli Acquaviva. E' qui
anche la Chiesa di S. Domenico che nella parte inferiore della
facciata conserva l'antica cortina in cotto e pietra alternati
e il bel portale del XIV secolo.
L'interno, dove e piu evidente
il rifacimento settecentesco, e ad una sola navata con cappelle
laterali in una delle quali, a destra, e un grande altare
ligneo del '600 con una tele coeva; nel presbiterio ci sono tre
belle tele di Giuseppe Prepositi del 1789; il soffitto e
stato affrescato nel 1724 da G. Battista Savelli. Subito fuori
dall'abitato, a 500 m da Porta S. Domenico, e la Fontana
Canale del XIV sec., di portata perenne che utilizza l'impianto
idrico di eta romana, opera di alta ingegneria idraulica.
A 800 m da Porta Macelli sono invece
le Grotte: un poderoso sistema di grotte collegate tra loro e
costruite in opus signum, probabili enormi conserve d'acqua.
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